Corso cronometristi 2011

Corso cronometristi 2011

C’è ancora tempo fino al 10 novembre per iscriversi al corso gratuito per allievi cronometristi 2011!

Il corso è composto di 4 lezioni e si terrà nella sede associativa di via G. Zanella 16/B a partire da giovedì 10 novembre dalle ore 20.30 alle 22.00 circa. Di seguito il calendario delle lezioni:

  • Giovedì 10 novembre – Presentazione, introduzione al cronometraggio
  • Giovedì 17 novembre – cronometraggio automatico e manuale (nuoto, voga alla veneta, ippica, discipline varie)
  • Giovedì 24 novembre – strumenti avanzati di cronometraggio (transponder, finish) per pattinaggio/ciclismo e sport motoristici
  • Giovedì 15 dicembre – ripasso generale
  • Sabato 17 dicembre – prova di valutazione con orario da concordare assieme ai partecipanti

I contenuti dei singoli incontri sono indicativi e potrebbero subire modifiche.

Per qualsiasi informazione scrivici pure a crono.venezia@ficr.it o chiama il presidente Giuseppe Berton al 329-9784966.

Per scoprire cosa significa fare il cronometrista ti invitiamo a leggere le poche righe che seguono e scoprire come alcuni dei più grandi sporitivi di oggi considerano il loro rapporto con il tempo.

Il cronometrista è una figura importantissima nella gran parte delle discipline sportive. Senza un accurato servizio di cronometraggio non si potrebbe parlare di record e si ridurrebbe tutto a determinare primo, secondo e terzo. Pensiamo ad una gara di Formula 1 o di Moto GP: la griglia di partenza dipende dai tempi fatti registrare in qualifica. Niente tempi, niente pole position. Addirittura alcune discipline non esisterebbero se non vi fosse il cronometraggio; pensiamo allo sci con i vari slalom giganti, speciali, discese libere: vince chi completa il percorso nel minor tempo. Niente tempo, niente gara.

Molti sono abituati a pensare che cronometrare voglia dire stare a bordo pista tenendo in mano un cronometro. Fino a qualche anno fa era così ma oggi le nuove tecnologie la fanno da padrone: cronometri elettronici, photo finish, fotocellule, maxischermi, computer, stampanti, internet, sistemi wi-fi, transponder e molto altro. Strumentazioni che raggiungono livelli di precisione di un decimillesimo di secondo (0,0001 secondi)! Oggi il cronometrista non si limita a registrare il tempo ma produce anche classifiche, diffonde i risultati al pubblico e ai media, gestisce sistemi complessi.

Come nella vita di tutti i giorni anche nel campo del cronometraggio le tecnologie si sono evolute molto velocemente e continuano ancora oggi a migliorarsi. Diventare cronometrista significa lanciarsi in un’avventura entusiasmante e ricca di sfide interessanti che ci porta al centro di oltre 30 discipline sportive tra cui: nuoto, atletica leggera , rally, motociclismo, ciclismo, pattinaggio, kart, enduro, ippica, canoa, sci, pugilato, ecc.
…Continua a leggere!

2011-10-29T09:27:16+00:00 27 ottobre 2011|Associazione, Avvisi, News, Scuola di Cronometraggio|

2 Commenti

  1. salvatore 11 novembre 2011 at 13:04

    Sport e autostima – Dimostrare il proprio valore a sè e agli altri

    Lo sport è senza dubbio un mezzo per migliorare l’autostima, come tutte le situazioni in cui ci diamo degli obbiettivi e con l’impegno e la determinazione li raggiungiamo.

    Portare a termine un’impresa sportiva rappresenta una iniezione di fiducia in sè stessi e nei propri mezzi ed è grazie a questo meccanismo che lo sport migliora la nostra autostima.

    Fare sport può anche essere un mezzo per renderci importanti agli occhi degli altri, vantando imprese che la maggior parte delle persone che frequentiamo (specie se sedentarie o dedite al low training) ritengono impossibili o addirittura da eroi.

    Entrambi questi meccanismi non dovrebbero essere utilizzati come motivazione per fare sport, perché quasi sempre portano a vivere lo sport in modo non equilibrato e alla fine o si incorre in infortuni o si verifica un crollo della motivazione: in entrambi i casi, non si riesce a praticare sport in modo sano e a lungo termine.

    Come abbiamo visto, tutte le motivazioni racchiudono in sè fattori positivi o negativi a seconda di come vengono vissute, ma la ricerca dell’autostima o della visibilità nella prestazione sportiva ha solo risvolti negativi.
    Chi deve dimostrare di valere qualcosa a sè stesso o agli altri, spesso vale poco!
    Sport e autostima

    Al mondo i campioni veri sono pochi, la maggior parte delle persone ottiene prestazioni mediocri, cioè nella media.

    Tali prestazioni, tuttavia, possono essere valutate in modo molto positivo da coloro che non sono addetti ai lavori. Concludere una maratona è una impresa eroica per un sedentario, mentre un runner esperto sa bene che portare a termine una maratona è un gioco da ragazzi, basta un buon piano di allenamento. D’altronde, c’è riuscito anche un novantenne!

    Stesso discorso per l’Ironman, prova sicuramente più difficile della maratona, ma che non richiede, se non si hanno ambizioni cronometriche particolari, doti fisiche fuori dal comune (soprattutto se si bara, camminando durante la maratona!). Certo che se ci presentiamo a un sedentario o a un frequentatore medio di una piscina, e gli diciamo che abbiamo fatto 3,8 km a nuoto, 180 km in bici e 42,195 km a piedi in un solo giorno, questi ci considererà un eroe.

    Molti, consciamente o inconsciamente, cercano visibilità sociale partecipando a gare che relativamente in pochi riescono a concludere, e che dunque hanno uno spessore atletico percepito molto alto. Poco importa che lo spessore atletico reale sia molto basso. Coloro che cercano la visibilità tramite lo sport trasformano in un certo senso la partecipazione in vittoria.

    Cercare visibilità presso gli altri è pericoloso perché spesso ci si concentra su prove molto dure per le quali non si è preparati, incorrendo in infortuni che limitano la durata atletica, uno degli scopi della corretta pratica dello sport. Per esempio, c’è chi si cimenta in una maratona senza essere preparato oppure senza avere un fisico sufficientemente resistente, con il risultato di incorrere in infortuni continui.

    Anche basare la propria autostima sul risultato sportivo è pericoloso poiché il tracollo psicologico è sempre in agguato nel momento in cui l’obbiettivo non viene raggiunto oppure quando l’obbiettivo viene raggiunto e la motivazione crolla per mancanza di ulteriori stimoli.

    fonte: cibo360.it

    Fare il cronometrista è un modo speciale di interpretare lo sport, vivendolo da un punto di vista tecnico e funzionale. Insomma, un modo per essere “discretamente” protagonista.

  2. admin 11 novembre 2011 at 14:44

    Mi raccomando Salvatore, la prossima volta ricordati di citare la fonte!!

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